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Il vetro Terminologia per la sicurezza Isolamento Termico a controllo solare a Isolamento acustico Certificazioni
     


Una parete vetrata separa generalmente due ambienti di diversa temperatura. Come per qualsiasi altro tipo di parete, anche attraverso il vetro ha luogo uno scambio termico dall’ambiente più caldo a quello più freddo. Gli scambi termici sono espressi dal valore U (W/m².K) che viene calcolato secondo la norma EN 673. Quanto più basso è il valore U, tanto minori sono le dispersioni termiche (migliore isolamento termico). Avere delle vetrate con un buon valore U quindi, aiuta a risparmiare sui costi di condizionamento (estivo) e di riscaldamento (invernale).

Tradizionalmente, a questo scopo, si utilizzano le vetrate isolanti che consentono di ottenere un migliore isolamento rispetto a una vetrata semplice. La vetrata isolante è costituita da due lastre di vetro e da un’intercapedine d’aria che limita gli scambi termici, sfruttando la scarsa conduttività termica dell’aria.

Per migliorare l’isolamento termico delle “doppie” vetrate possiamo intervenire su tre variabili:

- La resistenza termica può essere incrementata aumentando lo spessore dell’intercapedine (vedi tabella). C’è un limite (dovuto alla convezione) oltre il quale un ulteriore aumento di spessore non comporta miglioramenti. Questo limite si ha a 16 mm. Aggiungendo un ulteriore lastra di vetro, e conseguentemente una seconda intercapedine, si ottengono ulteriori miglioramenti.
- L’utilizzo di vetri basso emissivi, grazie al loro trattamento, riducono considerevolmente “l’emissività” rispetto all’impiego di vetri non trattati (vedi tabella). In questa categoria possiamo trovare diversi prodotti con caratteristiche e prestazioni diverse: Planibel “G” (basso emissivo pirolitico), Top N (basso emissivo magnetronico), Sunergy (selettivo pirolitico), Stopray (selettivo magnetronico), ecc..
- E’ possibile sostituire, in fase di produzione, l’aria contenuta nell’intercapedine con gas a conduttività termica più bassa rispetto a quella dell’aria, fornendo un ulteriore miglioramento del valore U (vedi tabella). Il gas più utilizzato a questo scopo è l’Argon.
 

ESEMPI DI PRESTAZIONI TERMICHE CON VETRI BASSO EMISSIVI
(valori U calcolati in conformità alla norma EN 673 tolleranza +/- 0,1 W/m².K)

Pirolitici

W/m².K

Magnetronici

W/m².K

Magnetronici + Argon

W/m².K

 

 

 

 

 

 

4+9+4 Planibel "G"

2,2

4+9+4 Top N+

2

4+9argon+4 Top N+

1,5

4+12+4 Planibel "G"

1,9

4+12+4 Top N+

1,6

4+12argon+4 Top N+

1,3

4+15+4 Planibel "G"

1,7

4+15+4 Top N+

1,4

4+15argon+4 Top N+

1,1

4+9+6/7 Planibel "G"

2,2

4+9+6/7 Top N+

2

4+9argon+6/7 Top N+

1,5

4+12+6/7 Planibel "G"

1,9

4+12+6/7 Top N+

1,6

4+12argon+6/7 Top N+

1,3

4+15+6/7 Planibel "G"

1,7

4+15+6/7 Top N+

1,4

4+15argon+6/7 Top N+

1,1

4+9+8/9 Planibel "G"

2,2

4+9+8/9 Top N+

2

4+9argon+8/9 Top N+

1,5

4+12+8/9 Planibel "G"

1,9

4+12+8/9 Top N+

1,6

4+12argon+8/9 Top N+

1,3

4+15+8/9 Planibel G

1,7

4+15+8/9 Top N+

1,4

4+15argon+8/9 Top N+

1,1

6/7+9+6/7 Planibel "G"

2,2

6/7+9+6/7 Top N+

2

6/7+9argon+6/7 Top N+

1,5

6/7+12+6/7 Planibel "G"

1,9

6/7+12+6/7 Top N+

1,6

6/7+12argon+6/7 Top N+

1,3

6/7+15+6/7 Planibel "G"

1,7

6/7+15+6/7 Top N+

1,4

6/7+15argon+6/7 Top N+

1,1

6/7+9+8/9 Planibel "G"

2,2

6/7+9+8/9 Top N+

2

6/7+9argon+8/9 Top N+

1,5

6/7+12+8/9 Planibel "G"

1,9

6/7+12+8/9 Top N+

1,6

6/7+12argon+8/9 Top N+

1,3

6/7+15+8/9 Planibel "G"

1,7

6/7+15+8/9 Top N+

1,4

6/7+15argon+8/9 Top N+

1,1

4“G”+9+4+9+4“G” 1,4 4“N+”+9+4+9+4“N+” 1,2 4“N+”+9 Ar+4+9 Ar+4“N+” 0,9
4“G”+12+4+12+4“G 1,2 4“N+”+12+4+12+4“N+” 1,0 4“N+”+12 Ar+4+12 Ar+4“N+” 0,7
4“G”+15+4+15+4“G” 1,0 4“N+”+15+4+15+4“N+” 0,8 4“N+”+15 Ar+4+15 Ar+4“N+” 0,6

Per conseguire lo scopo desiderato, è opportuno ricordare che le vetrate isolanti ad alte prestazioni termiche, richiedono un adeguato isolamento anche per quel che riguarda il serramento. Sebbene una vetrata isolante possa raggiungere valori U molto bassi, se non opportunamente isolata con serramenti adeguati, la prestazione complessiva ne risente.

NORMATIVA NAZIONALE

Il 02/02/2007 è entrato in vigore il decreto legislativo 311 del 29/12/2006 “disposizioni correttive e integrative al decreto legislativo 192/05, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell’edilizia”.
Questo nuovo provvedimento completa il precedente, entrato in vigore nel gennaio 2006, e richiede ulteriori sforzi a progettisti e costruttori per migliorare le prestazioni energetiche.
Il cambiamento climatico, la necessità di ridurre le emissioni di gas serra e la necessità di ridurre i costi energetici sono i principali motori che spingono anche il nostro paese verso l’efficienza energetica in edilizia. Il vetro svolge un ruolo determinante per raggiungere tale obbiettivo. Gli edifici in Italia sono oltre 12 milioni, l’88% dei quali contengono abitazioni quasi sempre (94%) dotate di impianti di riscaldamento, che consumano annualmente circa il 13,2% di tutta l’energia consumata in Italia. Ridurre gli sprechi in questo settore è quindi fondamentale, sia per gli edifici esistenti, sia per quelli in costruzione.


Il decreto legislativo 311/06 aggiunge al 192/05 importanti elementi:

- requisiti ancora più restrittivi per gli edifici
- una scaletta di applicazione del sistema di certificazione energetica
- un campo di applicabilità più chiaro
- un insieme di sanzioni per chi non rispetta quanto indicato.

Il decreto imposta una sostanziale accelerazione all’introduzione di requisiti più restrittivi. Il sistema è sempre quello dell’attribuzione dei limiti per zona climatica (può variare da comune a comune). I valori limite di trasmittanza termica che devono rispettare le chiusure trasparenti comprensive degli infissi sono riportati nella tabella “4a” e le prestazioni che devono avere i soli vetri nella tabella “4b”.

Tabella 4a. Valori limite della trasmittanza termica U delle chiusure trasparenti comprensive

degli infissi espressa in W/m².K

 

 

 

Dall'1 gennaio 2006

W/m².K

Dall'1 gennaio 2008

W/m².K

Dall'1 gennaio 2010

W/m².K

Zona climatica A

5,5

Zona climatica A

5

Zona climatica A

4,6

Zona climatica B

4

Zona climatica B

3,6

Zona climatica B

3

Zona climatica C

3,3

Zona climatica C

3

Zona climatica C

2,6

Zona climatica D

3,1 Zona climatica D 2,8

Zona climatica D

2,4

Zona climatica E

2,8

Zona climatica E

2,4

Zona climatica E

2,2

Zona climatica F

2,4

Zona climatica F

2,2

Zona climatica F

2

 

 

 

 

 

 

Tabella 4b. Valori limite della trasmittanza centrale termica U dei vetri espressa in W/m².K

Dall'1 gennaio 2006

W/m².K

Dall'1 gennaio 2008

W/m².K

Dall'1 gennaio 2010

W/m².K

Zona climatica A

5

Zona climatica A

4,5

Zona climatica A

3,7

Zona climatica B

4

Zona climatica B

3,4

Zona climatica B

2,7

Zona climatica C

3

Zona climatica C

2,3

Zona climatica C

2,1

Zona climatica D

2,6

Zona climatica D

2,1

Zona climatica D

1,9

Zona climatica E

2,4

Zona climatica E

1,9

Zona climatica E

1,7

Zona climatica F

2,3

Zona climatica F

1,7

Zona climatica F

1,3

LE 6 ZONE CLIMATICHE

Il territorio nazionale è classificato in sei zone climatiche (A-B-C-D-E-F) che sono indipendenti dalla localizzazione geografica, ma al contrario, sono legate alla loro temperatura (vedi DPR 412 del 93 e succ. mod.). I valori sono fissati per ogni singola zona climatica in cui sono stati allocati gli 8100 comuni italiani.

Quindi, comune per comune (vedi tabelle), occorrerà vedere quali valori di trasmittanza termica per chiusure trasparenti e per vetri bisogna prendere in considerazione.


 

 

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