
Per “rumore” si intende comunemente un suono indesiderato. Il
rumore è dappertutto, originato
dal
traffico automobilistico, ferroviario, aereo, dalle industrie,
da locali e discoteche, o semplicemente dal vicinato. E’ un
elemento di disturbo che può creare malessere, peggiorare le
prestazioni professionali, fino a contribuire a stati di
malattia sia fisica che psicologica. E’ importante quindi,
progettare e costruire con materiali atti a ridurre
l’inquinamento acustico.
L’unità di
misura del rumore è il “dB” (decibels), la soglia di udibilità
dell’orecchio umano è fissata a 0 dB, mentre 120 dB indicano un
livello sonoro in corrispondenza del quale il rumore genera
dolore fisico. Poiché questo valore è riferito su scala
logaritmica, se le intensità sonore di due o più sorgenti di
rumore si sommano, ciò non avviene anche per il livello in dB
risultante.
Esempio: due
trombe che producono ciascuna un livello di 80 dB, producono in
totale 83 dB (e non 160). Con questo esempio è facile capire che
anche con una variazione di pochi decibels si hanno variazioni
acustiche importanti.
In edilizia,
l’intensità del rumore esterno percepito dagli occupanti di un
edificio costituisce l’elemento determinante di valutazione (a
finestra chiusa),
della
protezione dai rumori esterni. L’isolamento acustico ottenuto
grazie alla costruzione è definito
da un indice (Rw),
espresso in dB, che rappresenta la differenza tra il rumore
interno e quello esterno. I valori correntemente in uso sono
quelli globali definiti dalla norma UNI EN ISO 717-1.
Poiché il
rumore può avere intensità e soprattutto frequenze
diverse, la
nostra vetrata potrà avere dei risultati acustici differenti a
seconda della tipologia di rumore alla quale viene sottoposta.
La norma UNI EN ISO 717-1 introduce alcuni termini di
adattamento spettrale, solitamente peggiorativi, che permettono
una valutazione più completa delle capacità isolanti del
materiale. I fattori correttivi più importanti sono:
-
C
= indice dello spettro “rosa” relativo al rumore generato da
apparecchi sonori quali TV e HI-FI
-
Ctr = indice del traffico relativo al rumore generato dal
traffico automobilistico
Correggendo
quindi, il valore in dB di Rw con C e Ctr, otterremo
l’abbattimento acustico di una determinata composizione di vetro
sottoposta ad un rumore specifico.
Esempio: il
vetro termico 6/7+15+8/9 fornisce un abbattimento acustico di Rw
= 39 dB(C -1dB; Ctr -5dB). Avremo quindi 38dB con la correzione
“C” e 34dB con la correzione “Ctr”. In questo modo possiamo
sapere quale sarà il comportamento acustico del vetro in
presenza di rumori con frequenze diverse.
Tutte
le finestre provvedono ad un certo grado di isolamento acustico,
ma quando la riduzione del rumore è la proprietà principale che
viene richiesta, la scelta del vetro diventa critica.
Ecco i fattori
che maggiormente influenzano la prestazione acustica di una
vetrata:
-
spessore del
vetro:
aumentando lo spessore del vetro, si ha un miglioramento
sull’abbattimento acustico. Esempio: float 6mm = Rw 31 dB –
float 10mm = Rw 34 dB.
-
Vetri
stratificati:
a parità di spessore, il vetro stratificato fornisce un
isolamento acustico superiore rispetto ad un float. Esempio:
float 6mm = Rw 31 dB – stratificato 6/7mm = Rw 32 dB.
-
Vetri
stratificati con PVB acustico: l’impiego di PVB acustico migliora ulteriormente la
prestazione dello stratificato. Esempio: stratificato 6/7mm = Rw
32 dB – stratificato acustico 6/7mm = Rw 35 dB
-
Vetri termici
con lastre asimmetriche: l’impiego di lastre asimmetriche cioè di spessore diverso
(consigliamo almeno il 30% di differenza), danno un risultato
migliore rispetto a vetri termici con lastre simmetriche (stesso
spessore delle due lastre). Esempio: termico 8/9+15+8/9 = Rw 38
dB – termico 6/7+15+10/11 = Rw 40 dB. Ricordiamo che la
prestazione acustica delle vetrate termiche asimmetriche non
dipende dal “verso” di montaggio.
-
Spessore
dell’intercapedine:
tendenzialmente anche l’intercapedine ha un’influenza sul
rendimento acustico. Aumentando lo spessore si ha un
miglioramento ma poiché questa tendenza non è direttamente
proporzionale, consigliamo di verificare caso per caso. Esempio:
termico 4+9+4 = Rw 28 dB – termico 4+15+4 = Rw 30 dB.
N.B. ci preme ricordare che il
risultato finale, in termini di isolamento acustico, è dato da
molte variabili che riguardano anche gli altri materiali da
costruzione: struttura, opere murarie, infissi, ecc.. E’ molto
importante quindi che il montaggio, le guarnizioni e la
siliconatura del vetro sull’infisso siano fatte correttamente.
Fessure permeabili all’aria anche estremamente piccole possono
avere un’influenza molto negativa sulle prestazioni acustiche
d’insieme.
NORMATIVA
NAZIONALE
Il D.P.C.M. del
05/12/1997 “determinazione dei requisiti acustici passivi degli
edifici”, entrato in vigore nel marzo 1998, determinato
l’obbligo di progettare e costruire secondo parametri precisi
per garantire l’isolamento acustico e ridurre l’esposizione
umana al rumore.
Gli edifici
sono distinti in categorie in funzione della destinazione d’uso:
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
5 dicembre 1997
“Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”
|
Classificazione |
Ambienti abitativi |
Isolamento acustico
standardizzato di facciata |
|
Categoria A |
Residenza o assimilabili |
- 40 db |
|
Categoria B |
Uffici e assimilabili |
- 42 db |
|
Categoria C |
Alberghi, pensioni ed attività
assimilabili |
- 40 db |
|
Categoria D |
Ospedali, cliniche, case di cura e
assimilabili |
- 45 db |
|
Categoria E |
Attività scolastiche a tutti i livelli e
assimilabili |
- 48 db |
|
Categoria F |
Attività ricreative o di culto o
assimilabili |
- 42 db |
|
Categoria G |
Attività commerciali o assimilabili |
- 42 db |
N.B.
l’isolamento acustico standardizzato di facciata richiesto dal
decreto è il risultato totale che deve dare la facciata e
comprende quindi vetri, infissi e opere murarie. |